In una centrale elettrica abbandonata nel cuore della Romania, questa control room si erge come un relitto di un’epoca industriale ormai spenta. I pannelli di comando, coperti da uno strato di polvere e ruggine, sembrano attendere ordini che non arriveranno mai più. Ma è il soffitto a catturare davvero lo sguardo: una cupola di vetro opaco e corroso dal tempo, screpolata e macchiata, che lascia filtrare una luce lattiginosa e spettrale. Il suo disegno geometrico, un tempo simbolo di progresso e precisione, oggi avvolge la stanza in un’atmosfera sospesa tra memoria e oblio.